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I vini Due Palme in India. Obiettivo i ristoranti negli hotel a cinque stelle. |
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...ha coinvolto il consorzio italiano Opera, presieduto dall’avvocato De Cillis con 17 tra le più grandi aziende italiane consorziate tra cui per i vini anche Cavit e Caviro. “Il mercato indiano diventa ogni giorno più interessante”, sostiene Federica in rappresentanza dell’agenzia A&L di Roma, cui è stata affidata la logistica del progetto di internazionalizzazione. “In India non esiste la classe media: il 70 per cento della popolazione è poverisssima, mentre il 30 per cento è ricca da far paura. Poichè stiamo parlando di un miliardo e 300 milioni di persone, conquistare appena lo 0,5 per cento di questa fascia ricchissima sarebbe già un grande risultato”. “Soprattutto nei ristoranti all’interno degli hotel 5 stelle si beve ormai vino italiano”, dice Parthi, un buyer indiano ormai molto conosciuto anche in Italia. “La moda e il cibo italiano sono ai primi posti perchè gli indiani amano la qualità”. Ma non è tutto oro quello che luccica. Anzi, entrare nel mercato indiano è quanto mai difficile perchè leggi protezionistiche impediscono ai prodotti esteri di arrivare in India a prezzi competitvi. Spiega Indi, tra i maggiori importatori indiani“Ci dovrebbe essere un intervento a livello diplomatico. Il ministero per le risorse agrarie italiane dovrebbe intervenire diplomaticamente presso il collega indiano per abbattere i dazi. In India viene favorito il vino locale prodotto da vitigni non autoctoni, ma internazionali come il sauvignon”. A remare contro sono anche le abitudini degli indiani, adusi a bere superalcolici secondo quanto imparato dagli inglesi, la potenza coloniale che li ha dominati fino a poco tempo fa. Ma la gastronomia italiana va sempre più forte per la sua qualità. Anzi ai primi posti ci sono i ristoranti italiani, di poco preceduti da quelli cinesi. I buyer indiani sono rimasti affascinati dagli stabilimenti e dalla tecnologia impiegata nelle Cantine Due Palme, arrivata ormai a produrre quasi cinque milioni di bottiglie l’anno e premiata al VinItaly 2007 come tra le prime dieci cantine più importanti del mondo: “La fermentazione controllata grazie al sistema di raffreddamento delle temperature e i sylos orizzontali ci permettono di conservare i profumi e i colori contenuti nella buccia dell’uva. In questo modo i vini sono ricchi di profumi, colori e sapori unici”, ha spiegato l’enologo Angelo Maci, nel mostrare agli ospiti indiani i moderni silos orizzontali dove le bucce restano a maggiore contatto con il mosto prima di essere separate. Importante anche la pressatura soffice dei grappoli, mentre tutta la fermentazione viene controllata da un cervello centrale computerizzato. Ma il buon vino delle Cantine Due Palme nasce in campagna. “Sono i nostri oltre mille soci”, spiega il dottor Angelo Maci, “a garantire nei campi la qualità del prodotto finale. Infatti, aiutati dall’agronomo, Paolo Scarano, curano il vigneto al momento giusto per arrivare in cantina solo con i grappoli migliori. Noi li selezioniamo con cura e i risultati si vedono”. Provare per credere. Dopo aver visto il moderno impianto, che arriva a imbottigliare fino a 4mila bottiglie l’ora, i buyer indiani hanno potuto visionare nella grande sala convegni da 800 posti un video sulla vendemmia, per poi passare alla degustazione dei vini: Bagnara, un bianco ricavato dal Fiano vinificato in purezza e l’etichetta ammiraglia delle Cantine Due Palme: Selvarossa, un Salice salentino doc, premiato con medaglia d’oro al VinItaly di Verona. Intanto i vini Due Palme volano alto: sono serviti in eleganti calici anche ai viaggiatori della Lufthansa, che ha già ordinato il secondo carico di un Salento igt rosso. Di Carmen Mancarella |
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India as destination. Speed ahead into Cantine Due Palme. At the end of February the president Mr. Angelo Maci and the general director, the lawyer Assunta De Cillis, received a delegation of buyers and Indian journalists thanks to an internationalisation project supported by the Minister of Agriculture, Fisheries and Food, and launched by Paolo De Castro one year ago, which involves the Italian consortium Opera, headed by the lawyer De Cillis with 17 Italy’s best cooperative enterprises, among which Cavit and Caviro in wine production. “The Indian market is getting more and more interesting”, claims Federica on behalf of the A&L company of Rome, in charge of the logistics of the internationalisation project. “In India there is no middle-class: 70 per cent of the population is extremely poor, while 30 per cent is immensely rich. Since we are talking about one billion 300 million people, it would be already a great result to carry just 0.5 per cent of this immensely rich range”. “In five-star hotel restaurants mainly, people use to drink Italian wine”, says Parthi, an Indian buyer already very famous in Italy too. “Fashion and Italian food are at the top, since Indian appreciate quality”. However, all that glitters is not gold. Rather, entering the Indian Market is quite difficult, because some protectionist laws prevent foreign products to arrive in India competitively priced. Indi explains that “a diplomatic intervention would be necessary” among the major Indian importers. The Italian Ministry of Agriculture, fisheries and food should intervene diplomatically by his Indian colleague in order to cut duties. In India, people promote the local wine produced from wine varieties that are not autochthonous but international like the Sauvignon”. What spikes the guns is the Indian habit of using strong drinks, as learnt from English people, the colonial power which dominated them up until lately. Instead the Italian gastronomy goes great guns thanks to its quality. Italian restaurants are indeed at the top, slightly preceded by Chinese restaurants. Indian buyers were struck by the establishments and by the technology used in Cantine Due Palme, producing by now almost five million bottles a year and awarded during Vinitaly 2007 as one of the ten most important wine cellars in the world: “The fermentation, controlled by a temperature cooling system, and the horizontal silos allow us to keep the smells and colours contained in the grape skin. In such a way, wines are rich in fragrances, colours and unique aromas”, explains the oenologist Angelo Maci, when showing to the Indian guests the modern horizontal silos where the skin stays closer to the must before being separated. The soft pressing of the bunches is important too, as the whole fermentation is controlled by a central computer. The good wine of Cantine Due Palme originates from the countryside. “Our more than thousand partners” explains Mr. Angelo Maci, “are those who guarantee the quality of the final product in the different areas. In fact, supported by the agronomist Paolo Scarano, they take care of the vineyard at the right moment, so as to use only the best grape bunches in the wine cellar. We choose them carefully and the results are evident”. The proof of the pudding is in the eating. After having seen the modern establishment, able to bottle 4 thousand bottles an hour, the Indian buyers could watch in a great meeting room with 800 seats a video on grape harvest and then move on to wine tasting: Bagnara, a white obtained from pure Faino made into wine and the leading label of Cantine Due Palme: Selvarossa, a Salice salentino doc, award-winner of a gold medal at Vinitaly in Verona. In the meantime, the wines Due palme are flying high: they are served in smart glasses also for the passengers of Lufthansa, that has already ordered a second loading of Salento igt rosso. Di Carmen Mancarella |
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The wines Due Palme in India. Goal: five-star hotel restaurants. |
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